Il diabete nel cane e nel gatto: sintomi e terapie per il tipo 1 e 2.

Il diabete nel cane e nel gatto: sintomi e terapie per il tipo 1 e 2.

Il diabete nel cane e nel gatto è una patologia endocrina cronica che necessita di specifici farmaci e di un radicale cambiamento dello stile di vita e dell’alimentazione dell’animale domestico.

La malattia si configura come un disturbo nel corretto metabolismo dei carboidrati, dovuto alla assenza o alla scarsa produzione di insulina.

Prodotta dalle cellule beta-pancreatiche, l’insulina è un ormone che consente lo stoccaggio del glucosio all’interno dei tessuti insulino-dipendenti. Quando il glucosio non viene stoccato correttamente, rimane in circolo nel sangue, provocando iperglicemia, ovvero una elevata concentrazione di zuccheri nel sangue. Da qui, la possibile insorgenza del diabete mellito.

In base alla assenza o alla scarsa produzione di insulina si parlerà di diabete di tipo 1 o di tipo 2. Nel primo caso l’insulina, seppure effettivamente prodotta dal pancreas, va incontro a distruzione prima di poter assurgere al suo ruolo causando elevate glicemie. Nel secondo caso l’insulina prodotta non è sufficiente o l’organismo non è adeguatamente sensibile ai suoi effetti. Questa condizione è definita “insulino-resistenza”.

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Il diabete nel cane e nel gatto

Sintomi e diagnosi del diabete nel cane e nel gatto

Diagnosticare il diabete nel cane e nel gatto non è semplice senza l’ausilio di un veterinario: i sintomi della malattia sono subdoli e non sempre frequenti e facili da riconoscere. Solitamente il diabete nel cane e nel gatto si manfiesta rispettivamente nelle forme di tipo 1 e di tipo 2.

Il diabete di tipo 1 nel cane

Il diabete di tipo 1 è detto anche “insulino dipendente” e può essere associato a squilibri del sistema immunitario, a fattori genetici e ad una infiammazione del pancreas endocrino, la pancreatite.

La malattia colpisce più frequentemente le femmine e insorge attorno ai 5- 15 anni. Razze quali Rotweiler, Carlino, Shnauzer, Barboncino e Yourkshire sembrano essere le più inclini a sviluppare il diabete.

Accorgersi che il proprio amico a quattro zampe sia affetto da diabete di tipo 1 non è semplice, ma alcuni segnali nel comportamento del cane sono significativi. Generalmente, i sintomi più comuni sono dovuti all’innescarsi di un processo ben definito.

L’aumento del tasso glicemico nel sangue provocherà, in primo luogo, costanti iperglicemie anche a digiuno. Il reni, di conseguenza, tenderanno alla poliuria, il bisogno di produrre più urina. Da ciò scaturirà la polidipsia, ovvero una maggiore sete che porterà il cane a bere più spesso del solito. In una tale situazione di squilibrio non può esserci assimilazione dei nutrienti, e la perdita di peso sarà inevitabile. Questo nonostante la polifagia, ovvero l’aumento dell’appetito, dovuta all’astenia e alla mancanza di energia.

La comparsa di questi sintomi è indicativa di un anomalia nel comportamento e nella salute del cane, per cui è sempre consigliabile rivolgersi al veterinario, che procederà con analisi specifiche al fine di diagnosticare il diabete.

Tra gli esami che il veterinario eseguirà ci saranno quello delle urine e gli esami ematochimici, volti a rilevare la presenza di alti livelli di glucosio e di grasso non metabolizzato nel sangue. Il veterinario potrebbe anche eseguire un’ecografia per verificare la concomitanza di patologie scatenanti quali neoplasie, sindrome di Cushing, infezioni batteriche.

Il diabete di tipo 2 nel gatto

Nel gatto, il diabete di tipo 2 è una malattia dall’isorgenza condizionata da alcuni fattori quali il sesso maschile, l’obesità, lo stile di vita, l’alimentazione e l’età compresa tra i 7 ed i 10 anni.

Nel caso del diabete di tipo 2 il pancreas produce insulina in quantità insufficiente oppure l’orgnismo non è abbastanza ricettivo e resiste all’ormone. In entrambi i casi, l’insulina non riuscirà a svolgere il suo compito, il glucosio non riuscirà a penetrare nei tessuti e la glicemia subirà un notevole innalzamento.

I sintomi iniziali della malattia nel gatto sono simili a quelli manifestati nel cane: l’elevato tasso di glucosio nel sangue porterà a poliuria, che provocherà polidipsia. Questa è, per un gatto, una condizione che non passa inosservata, in quanto raramente il felino beve frequentemente. Si potrebbe osservare la perdita di peso nonostante l’appetito sia aumentato o, per contro, una crescente obesità. La sintomatologia inoltre comprende cistite, alterazioni del manto e atteggiamento plantigrado.

Nel caso in cui la malattia non viene diagnosticata e perduranel tempo, i segni della patologia diventano più gravi. Tra questi vi sono la cataratta e la chetoacidosi, uno stato di tossicità che scaturisce dal consumo di proteine e grassi dell’organismo quando questo non ha altre fonti di energia.

Anche nel caso di diabete di tipo 2 la adeguata gestione da parte di un medico veterinario risulta fondamentale per la diagnosi e la terapia. Gli esami ematochimici evidenzieranno una glicemia a digiuno superiore a 250mg/dl e saranno seguiti da ecografie volte a constatare la presenza di neoplasie concomitanti.

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Trattamento con insulina

Curare il diabete nel cane e nel gatto

Le terapie volte a tenere sotto controllo il diabete nel cane e nel gatto sono di gestione piuttosto facile per i proprietari dell’animale, che dovranno somministrarle secondo le istruzioni indicate dal veterinario.

Nel caso di diabete di tipo 1 la terapia durerà per tutta la vita del paziente, in quanto le cellule di insulina vanno incontro a distruzione e, di conseguenza, mancano del tutto. I farmaci presenti in commercio sono acquistabili tramite ricetta elettronica e contengono insulina. Le soluzioni iniettaili vanno tenute in frigorifero e la somministrazione può avvenire in unica solouzione o due volte al giorno. Nell’ultimo caso, le due dosi di insulina vanno iniettate subito dopo i pasti, in dosi identiche e a distanza di 12 ore l’una dall’altra. Esistono diverse composizioni e diversi dosaggi del farmaco, il medico veterinario provvede ad indicare il più appropriato per il singolo paziente.

Nel diabete di tipo 2 la terapia consiste inizialmente nell’aggiustamento del regime alimentare del felino, basato su una riduzione drastica dei carbidrati assunti e sull’incremento delle proteine. In una situazione di insulino-resistenza un regime alimentare adeguato può essere condizione di remissione dai sintomi. Se, per contro, il diabete è già conclamato ed in stato più avanzato, la terapia comprenderà un trattamento con insulina del tutto analogo a quello utilizzato nel caso del diabete di tipo 1.

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Dieta e attività fisica per la cura del diabete nel cane e nel gatto

Per trattare al meglio il diabete nel cane e nel gatto è necessario integrare la terapia con insulina con una variazione del regime alimentare e dell’attività fisica dell’animale domestico.

Che si tratti di tipo 1 o di tipo 2, il diabete nel cane e nel gatto è una patologia il cui andamento è altamente sensibile all’incremento dell’esercizio fisico e alla riduzione dei carboidrati. L’attività fisica consentirà, infatti, di perdere peso e di ridurre il livello di glucosio nel sangue. Il movimento dovrebbe essere frequente e di media intensità, per scongiurare il pericolo di una ipoglicemia.

L’alimentazione, allo stesso modo, dovrebbe essere riaggiustata in considerazione dell’insorgenza del diabete. I carboidrati ed i grassi dovrebbero essere ridotti del 45% ed i pasti dovrebbero essere al massimo tre al giorno. La distanza temporale tra un pasto e l’altro dovrebbe essere sempre rispettata, per equilibrare i livelli di glucosio nel sangue. Consumare grandi quantità di fibre, infine, permette di rallentare il passaggio del glucosio nel sangue e di mantenerne i livelli più bassi.

Esistono, inoltre, mangimi i cui nutrienti e composizione fungono da preziosi alleati nel trattamento del diabete nel cane e nel gatto: il vostro veterinario di fiducia saprà indicarvi i più adatti al vostro animale.

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